Social Business Forum 2012 e preview del Social Business Manifesto

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Come rendere più attiva la partecipazione di dipendenti e clienti nell’ambito dell’innovazione aziendale? In che modo amplificare marketing, servizio al cliente e vendite nell’era dei social media? Con quali leve motivare i dipendenti per raggiungere un maggiore livello di efficienza e reattività?

Al Social Business Forum 2012  scopriremo come sia possibile generare valore per tutto l’ecosistema aziendale e non solo per gli stakeholder tramite un maggiore coinvolgimento di individui e comunità. Spunti di riflessione per rispondere e anticipare le sfide del mercato grazie ad un’organizzazione più dinamica, adattiva e fluida. In una frase: diventare un Social Business, includendo in modo aperto dipendenti, clienti e partner nella co-creazione e nello scambio di valore.

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È online l’agenda dell’International Forum on Enterprise 2.0

L’agenda della nuova edizione dell’International Forum on Enterprise 2.0 si presenta davvero densa di sezioni e contenuti di alto livello. La lista degli speaker continua a prendere corpo arricchendosi di nomi di richiamo internazionale come Hutch Carpenter, Sameer Patel, Andrew Gilboy, Scott Gavin, Verna Allee, Esteban Kolsky, Laurie Buczek, Mark Tamis, Cai Kjaer e Mark Masterson. Le due giornate di cui si compone l’evento affronteranno a 360 gradi le problematiche della collaborazione interna, del coinvolgimento dei clienti e della open innovation attraverso sessioni gratuite e momenti di approfondimento a pagamento. Nella prima giornata (9 giugno) sarà possibile partecipare a 5 Pre-Workshop paralleli dedicati ai seguenti argomenti:

  • Migliorare i risultati di business tramite l’Enterprise 2.0
  • IT Governance: un approccio basato sulle reti informali
  • Innovation 2.0: sfruttare il potere delle reti sociali
  • Leggere e armonizzare l’organizzazione informale: la “Organizational Network Analysis” nuovo strumento manageriale
  • HR 2.0: la Direzione risorse umane nel nuovo scenario competitivo

La seconda giornata (10 giugno) sarà invece caratterizzata da una combinazione di sezioni gratuite aperte a tutti unitamente a una serie di track a pagamento a numero chiuso. I 4 keynote iniziali saranno infatti seguiti da 3 business track paralleli focalizzati ognuno su tematiche specifiche:

  1. HR 2.0
  2. Marketing 2.0
  3. Innovation 2.0

I track vedranno la presenza di professionisti e top consultant internazionali che parleranno singolarmente 0 all’interno di panel dedicati. Oltre ai keynote iniziali, chi non fosse interessato ad usufruire dei track potrà partecipare in maniera gratuita all’E2.0Camp, il BarCamp ospitato dal Forum e dedicato ai temi dell’Enterprise 2.0 e dell’utilizzo dei social media in chiave corporate. Altra novità di questa terza edizione è la presenza di uno spazio demo (Expo Pavillon), gratuito e aperto al pubblico, in cui sarà possibile assistere alle presentazioni dei principali vendor mondiali di software e applicazioni per l’Enterprise 2.0.

La giornata del 10 si concluderà con una sessione finale composta da 3 keynote e aperta a tutto il pubblico presente.

Vi invitiamo a registrarvi

“Community Management”: la seconda edizione

E’ uscito in questi giorni in libreria la nuova edizione di Community Management. Processi informali, social networking e tecnologie Enterprise 2.0 per la gestione della collaborazione nelle organizzazioni (Scotti, Sica per Apogeo). Il libro, nato oltre due anni fa, è cresciuto con noi e oggi raccoglie – oltre ai necessari aggiornamenti di dati e di bibliografie – nuovi progetti e nuovi compagni di viaggio che nel frattempo hanno arricchito la nostra esperienza professionale.

Abbiamo lavorato alla nuova edizione con la convinzione che a distanza di due anni i temi del libro siano diventati ancora più attuali e strategici anche in Italia; è cresciuta di pari passo l’attenzione dei mezzi di informazione, dei manager e delle grandi società di consulenza.

E non è solo il grande successo di Facebook che anche in Italia ha reso popolari il social networking e la comunicazione peer-to-peer; questa crescita di attenzione è legata a motivi più profondi e strutturali, che hanno a che fare con l’evoluzione dei modelli organizzativi e di management; è in questo quadro che i nuovi modelli 2.0 e la loro promessa di agilità, robustezza, efficienza sono diventati di attualità. Frasi come “quello che ho fatto in passato non mi aiuta più a prepararmi meglio per il futuro”, “il 50% del fatturato dei prossimi anni sarà fatto su servizi che non abbiamo ancora inventato” mettono in luce l’urgenza di liberare la forza creativa e collaborativa che resta ancora bloccata nelle nostre organizzazioni sovra strutturate e sovra proceduralizzate.

In questi due anni sono accadute molte cose sui temi del Community management.

Abbiamo visto crescere il concetto di Enterprise 2.0 – appena coniato nell’ottobre 2007, oggi può contare su un buon apparato teorico, casi ed esperienze rilevanti, alcuni appuntamenti internazionali (tra cui il nostro International Forum on Enterprise 2.0).

Abbiamo visto esplodere una crisi profonda e severa che ha mostrato i limiti dei modelli di management tradizionali, ha incrinato molti rapporti di fiducia sia nei mercati che all’interno delle imprese aprendo punti interrogativi e aspettative di rinnovamento.

Abbiamo visto crescere a livello internazionale le tecnologie Social rivolte alle imprese (Social software per Gartner: Jive, Telligent, Socialtext, Spigit per citarne solo alcuni).

Con queste premesse abbiamo affrontato la nuova edizione del volume, aggiornandolo e ampliandolo ma non modificando il focus con cui è nato:

Abbiamo aggiornato i dati sul Web e sui fenomeni del Web 2.0, riscontrando che i trend di crescita continuano o addirittura accelerano

Abbiamo inserito nuovi casi che ci arrivano dalle nostre esperienze dirette: Lago spa, Kent County Council (UK)

Abbiamo invitato nuovi compagni di viaggio a conversare su questi temi e sulle loro connessioni: Luca Solari (Università Statale di Milano) sui temi delle politiche sulle Risorse Umane, Enrico Scaroni sull’Innovazione discontinua e partecipata, Laurence Lock Lee (Optimice ltd) sulla Social Network Analysis

Abbiamo rivisto (grazie ad Emanuele Quintarelli) la sezione delle tecnologie portando nel volume un quadro sintetico sulla grande evoluzione del social software in questi due anni

A questo link un capitolo della nuova edizione: Laurence Lock Lee sull’applicazione della Social Network Analysis alle dinamiche all’interno di un sistema Wiki.

Può la Social Enterprise guidare un reale rinnovamento?

Time Magazine nell’ultimo numero del mese di giugno  dedica uno speciale al futuro del lavoro. Citando tra gli altri un recente report di McKinsey dove si evidenzia come oltre l’ 85% dei nuovi posti di lavoro creati tra il 1998 e il  2008 riguardi nuove professioni e più in generale il “knowledge worker” nelle aree del  problem-solving e del corporate strategy.
Se pensiamo che solo 10 anni fa non esisteva facebook e ancora dieci anni prima non avevamo il web!
Oggi siamo davanti ad una crisi economica e di occupazione che è la peggiore degli ultimi anni, paragonabile e forse peggiore di quella del ‘29.
Siamo davanti ad una rottura, ad una discontinuità forte. Dove il cambio di paradigma non è uno slogan bensì una necessità.
La velocità con cui cambieremo i modelli di management e di governance delle nostre aziende determinerà la velocità con cui usciremo da questa crisi.
  • Butta via la tua borsa da ufficio: ci saranno più freelance, più flessibilità,multi appartenenza, molteplici identità connesse
  • Il tuo nuovo capo non somiglierà al tuo vecchio capo: maggior trasparenza e fiducia
  • Puoi “saluare i tuoi benefits”: non ci sarà un sistema di welfare in grado di garantire una pensione ai baby boomers.

Ma c’è un mondo di opportunità se ci rendiamo conto di cosa stà accadendo

time cover

Nelle aziende oggi si respira un clima da montagne russe.Gli stati d’animo e l’espressione degli employ, dei manager è un viaggio nell’incertezza.

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Siamo davanti alla crisi di un modello: le organizzazioni non possono più essere gestite sul modello fordista

  • E’ in crisi il ruolo del capo con i sui modelli di leadership
  • Le aziende della fabbrica di Gantt e Taylor sono state gestite con razionalità e controllo
  • Razionalità che  segmentava e parcellizzava il lavoro  in tanti piccoli processi  perdendo la visione d’insieme
  • Aziende centrate sul prodotto e non sulle persone
  • Basate su modalità direttive
  • Un modello di aziende molto ordinate

Aziende senz’anima

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Modelli che hanno fatto il loro tempo. Aziende condotte come greggi, che oggi sono lente, che oggi sono ingombranti bloccano la strada verso il futuro e l’innovazione

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Questo ha portato ad una totale crisi di fiducia verso il top management

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Le immagini dei dipendenti  di Lehman Brothers, dipendenti il cui licenziamento è stato comunicato inviando una email hanno fatto il giro del mondo, la crisi finanziaria non è che la punta di un icesberg di una una crisi che si è propagata all’economia reale.

Al suo processo per le responsabilità avute nel tracollo Lehman il CEO Richard Fuld dichiara la sua estraneità ai fatti pur avendo percepito retribuzioni altissime.

Non basta l’intera vita lavorativa  di un comune mortale per raggiungere il salario di un solo anno di Mr. FULD

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C’è molto lavoro da fare dentro e fuori l’ Enterprise

  • Bisogna rifondare le relazioni dentro e fuori l’azienda
  • Nelle aziende bisogna dare spazio alle relazioni tra pari
  • Ridefinire le relazioni di fiducia – di trust- tra l’azienda e il proprio mercato
  • Bisogna attivare conversazioni, diaologhi  e non monologhi,
  • Cercando di coinvolgere e non di convincere
  • Entrare nelle conversazioni in rete con trasparenza
  • Rompere i silos aziendali e interaziendali per liberare energie
  • Ingaggiare gli utenti e i dipendenti sulle proprie passioni.

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C’è una generazione che usa naturalmente i social media

Ci sono gruppi che discutono di prodotti liberamente promuovendo idee facendo sentire la propria voce

Quest’anno la Ferrero è passata al primo posto come brand più conosciuto e apprezzato al mondo

Troviamo conferma nei i social media, confermano la diffusione.

Il gruppo più numeroso oggi presente su Facebook è il gruppo della Nutella.

I giovani pensano e progettano sistemi basati sulla

fiducia,

l’endorsment,

danno e chiedono feedback su quello che accade,

quello che vedono,

quello che pensano

Project work d’esame degli studenti

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Un passaggio ancora verso l’esterno, di come le conversazioni e l’ingaggio sul web attraversa i social media

I social network continuano a crescere.

Il futuro che è già un pezzo di storia: Barak Obama ha utilizzato i social media per comunicare e coinvolgere nel lungo cammino della sua campagna elettorale gli elettori

Il 70% dei fondi della campagna elettorale sono stati raccolti via web

Ancora il time dedica un lungo approfondimento sulla modalità con cui Obama ha condotto la sua comunicazione esterna

Sia il MIT che altre prestigiose università hanno attivato studi che approfondiscono la strategia della campagna elettorale di OBAMA

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Un passaggio verso l’interno dell’azienda •

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E’ interessante questo schema che ho ripreso da un recente studio di Gartner che analizza come

I social software possono rappresentare “il ponte” tra formal e caos.

Da questo schema vediamo come molte organizzazioni sono formal o nel caos

Da un lato forzando gli utenti a dover usare e poter contare su di una comunicazione e condivisione via email, telefono o face to face per fare le cose

Vediamo come i Social software possono riempire questo gap, questo vuoto tra il formal e il caos offrendo ambienti facili da usare, e che incoraggiano la partecipazione, le relazioni tra pari, lavorando su concetti come l’emergenza dal basso e la persistenza.

L’ultimo  passaggio prima di concludere

Proviamo ad entrare in un tema importante: quello della valutazione della formazione

Abbiamo un quadro di riferimento noto agli addetti ai lavori: i livelli di Kirkpatrick che possiamo dire che esplorano la dimensione individuale. Grazie all’ aggregazioni dei feedback riusciamo ad aver il grading dell’intervento formativo. L’impatto dell’intervento sull’individuo.

Proviamo ad esplorare velocemente due altre prospettive

Social Network e Social Knowledge

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Come abbiamo visto nella affinity map sugli interessi

Immaginate di usare questo tool lungo un percorso di formazione d’aula

Ho un prima – un durante  – ed un dopo corso. Posso valutare l’impatto che ha avuto sul mio gruppo classe e la mia rganizzazione la diffusione del learning topic Gurdando ladensità, la coesione o la centralità dei learning topics rispetto al gruppo classe e in seguito persone che sono nodi della rete estesa di people della mia organizzazione

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Così come posso visualizzare e monitorare come variano le relazioni tra i learners  lungo un percorso formativo

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Fino ad avere un CRUSCOTTO che mi rappresenta una FOTO “reale” dell’impatto degli interventi formativi sulle mie persone

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Per innovare bisogna cambiare e

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Facciamo attenzione a non diventare tutti folli.

Save The Date: June 3rd 2009 Milano

 

International Forum on Enterprise 2.0 2009:

casi, aree aziendali coinvolte, PMI

L’Enterprise 2.0 si è affermato in Italia e nel mondo come un percorso di introduzione in azienda delle tecnologie e degli approcci tipici del web 2.0 per stimolare un dialogo ed una collaborazione più efficiente e produttiva tra i dipendenti ed i loro interlocutori all’esterno. Sempre di più, anche in azienda, si parla di Community, di Social Networking, di Wiki, di Social Tagging. Ancora di più in un tempo di crisi queste soluzioni stanno dimostrando una capacità di aumentare l’efficienza, la competitività, la velocità di reazione.

 

L’International Forum on Enterprise 2.0 torna quest’anno a Milano il 3 giugno 2009 nell’Auditorium di Assolombarda e propone una prospettiva basata su esperienze di successo e sui contributi che portano a ripensare molte funzioni aziendali (il Marketing, la Direzione Personale, la Ricerca e Sviluppo). Un focus specifico viene dato alle Piccole e Medie Imprese.

 

Registrati subito!

Se non l’hai già fatto, ti suggeriamo di iscriverti al più presto per garantirti la possibilità di prendere parte a questo evento europeo, quest’anno ancora più ricco di esperienze e di contributi da tutto il mondo. Clicca qui per registrarti gratuitamente.

 

Speaker e casi dall’Italia e da tutto il mondo

Tra gli interventi già confermati:

  • Michael Durst (Global IT Manager Adidas)
  • Laurence Lock Lee (Esperto internazionale di Social Network Analysis)
  • Ross Mayfield (President e Co-founder Socialtext)
  • Rosario Sica (Partner OpenKnowledge)
  • Roald Sieberath (Director Knowledge Plaza)
  • George Siemens (Universiy of Manitoba, Canada)
  • David Terrar (membro degli Enterprise Irregulars, Executive Director Wordframe)

I casi che verranno presentati: Adidas (Michael Durst), Gabetti (Matteo Penzo), Intesa Sanpaolo (Roberto Battaglia), Lago Arredamenti (Nicola Zago), Roland DG Mid Europe (Giovanni Re), STMicroelectronics (Catia Rocca).

 

Organizzatori e sponsor

L’International Forum on Enterprise 2.0 è organizzato da OpenKnowledge srl  
con il patrocinio di: Assolombarda, ClubTI, AICA, Aused, DICOM Università dell’Insubria, ITSME

 

L’evento è sostenuto dagli sponsor: Jive Software, Knowledge Plaza, Oracle, Telligent, Wordframe

 

Stay tuned!

Seguici su: http://enterprise2forum.it/cms/ e in Twitter www.twitter.com/e20forum

 

International Forum on Enterprise 2.0

Save the date: Martedì 9 dicembre 2008 dalle 18:00 alle 20.00

Presso AULA MAGNA di SIAM Via Santa Marta, 18 20123 Milano  

 

Workshop: “Il valore generato dall’Enterprise 2.0″

 

 

Obiettivo del workshop è quello di affrontare il mondo dell’Enterprise 2.0 da due prospettive: sia dal punto di vista della domanda attraverso un caso di successo  che del sistema di offerta, mettendo in evidenza il valore che questa moderna tecnologia può produrre a chi riesca ad applicarla proficuamente..

Attraverso testimonianze dirette vedere come l’Enterprise 2.0 possa rappresentare una sintesi nel superare la differenza più o meno marcata tra la struttura organizzativa e il funzionamento reale, tra le procedure definite a monte e l’esperienza concreta, tra come le cose sono state disegnate e come vengono effettivamente fatte. Possiamo dire tra l’organizzazione formale (definita a priori, fissata nella manualistica aziendale e negli organigrammi) e l’organizzazione informale. Con uno sguardo all’organizzazione informale che esiste quasi indipendentemente dalla volontà del management e dei capi, di come cambiano i sistemi di gestione delle competenza e della valutazione del valore generato e di come questa dimensione informale è sempre più implicata nel risultato aziendale.

Agenda

ChairmanRosario Sica, Direttivo AICA sezione di Milano  e  Università dell’Insubria

 

Relazioni di:

Emanuele Scotti, Co-founder & CEO Open Knowledge “Entrerpirse 2.0 come nuovo paradigma per lo sviluppo organizzativo”

 

Andrea Pifferi, CIO Indesit “Intranet 2.0”   

 

Emanuela Spreafico, Responsabile Progetto Enterprise Social Network TamTamy – Reply Spa “Il valore del Social Networking in un’azienda, 

 

L’ultima parte del workshop consisterà in una tavola rotonda dei relatori con la partecipazione del pubblico.

 

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