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Web 2.0 paradigm inside the enterprise

Archivio per la categoria ‘Riflessioni’

Può la Social Enterprise guidare un reale rinnovamento?

Pubblicato da Rosario Sica su Luglio 23, 2009

Time Magazine nell’ultimo numero del mese di giugno  dedica uno speciale al futuro del lavoro. Citando tra gli altri un recente report di McKinsey dove si evidenzia come oltre l’ 85% dei nuovi posti di lavoro creati tra il 1998 e il  2008 riguardi nuove professioni e più in generale il “knowledge worker” nelle aree del  problem-solving e del corporate strategy.
Se pensiamo che solo 10 anni fa non esisteva facebook e ancora dieci anni prima non avevamo il web!
Oggi siamo davanti ad una crisi economica e di occupazione che è la peggiore degli ultimi anni, paragonabile e forse peggiore di quella del ‘29.
Siamo davanti ad una rottura, ad una discontinuità forte. Dove il cambio di paradigma non è uno slogan bensì una necessità.
La velocità con cui cambieremo i modelli di management e di governance delle nostre aziende determinerà la velocità con cui usciremo da questa crisi.
  • Butta via la tua borsa da ufficio: ci saranno più freelance, più flessibilità,multi appartenenza, molteplici identità connesse
  • Il tuo nuovo capo non somiglierà al tuo vecchio capo: maggior trasparenza e fiducia
  • Puoi “saluare i tuoi benefits”: non ci sarà un sistema di welfare in grado di garantire una pensione ai baby boomers.

Ma c’è un mondo di opportunità se ci rendiamo conto di cosa stà accadendo

time cover

Nelle aziende oggi si respira un clima da montagne russe.Gli stati d’animo e l’espressione degli employ, dei manager è un viaggio nell’incertezza.

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Siamo davanti alla crisi di un modello: le organizzazioni non possono più essere gestite sul modello fordista

  • E’ in crisi il ruolo del capo con i sui modelli di leadership
  • Le aziende della fabbrica di Gantt e Taylor sono state gestite con razionalità e controllo
  • Razionalità che  segmentava e parcellizzava il lavoro  in tanti piccoli processi  perdendo la visione d’insieme
  • Aziende centrate sul prodotto e non sulle persone
  • Basate su modalità direttive
  • Un modello di aziende molto ordinate

Aziende senz’anima

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Modelli che hanno fatto il loro tempo. Aziende condotte come greggi, che oggi sono lente, che oggi sono ingombranti bloccano la strada verso il futuro e l’innovazione

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Questo ha portato ad una totale crisi di fiducia verso il top management

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Le immagini dei dipendenti  di Lehman Brothers, dipendenti il cui licenziamento è stato comunicato inviando una email hanno fatto il giro del mondo, la crisi finanziaria non è che la punta di un icesberg di una una crisi che si è propagata all’economia reale.

Al suo processo per le responsabilità avute nel tracollo Lehman il CEO Richard Fuld dichiara la sua estraneità ai fatti pur avendo percepito retribuzioni altissime.

Non basta l’intera vita lavorativa  di un comune mortale per raggiungere il salario di un solo anno di Mr. FULD

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C’è molto lavoro da fare dentro e fuori l’ Enterprise

  • Bisogna rifondare le relazioni dentro e fuori l’azienda
  • Nelle aziende bisogna dare spazio alle relazioni tra pari
  • Ridefinire le relazioni di fiducia – di trust- tra l’azienda e il proprio mercato
  • Bisogna attivare conversazioni, diaologhi  e non monologhi,
  • Cercando di coinvolgere e non di convincere
  • Entrare nelle conversazioni in rete con trasparenza
  • Rompere i silos aziendali e interaziendali per liberare energie
  • Ingaggiare gli utenti e i dipendenti sulle proprie passioni.

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C’è una generazione che usa naturalmente i social media

Ci sono gruppi che discutono di prodotti liberamente promuovendo idee facendo sentire la propria voce

Quest’anno la Ferrero è passata al primo posto come brand più conosciuto e apprezzato al mondo

Troviamo conferma nei i social media, confermano la diffusione.

Il gruppo più numeroso oggi presente su Facebook è il gruppo della Nutella.

I giovani pensano e progettano sistemi basati sulla

fiducia,

l’endorsment,

danno e chiedono feedback su quello che accade,

quello che vedono,

quello che pensano

Project work d’esame degli studenti

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Un passaggio ancora verso l’esterno, di come le conversazioni e l’ingaggio sul web attraversa i social media

I social network continuano a crescere.

Il futuro che è già un pezzo di storia: Barak Obama ha utilizzato i social media per comunicare e coinvolgere nel lungo cammino della sua campagna elettorale gli elettori

Il 70% dei fondi della campagna elettorale sono stati raccolti via web

Ancora il time dedica un lungo approfondimento sulla modalità con cui Obama ha condotto la sua comunicazione esterna

Sia il MIT che altre prestigiose università hanno attivato studi che approfondiscono la strategia della campagna elettorale di OBAMA

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Un passaggio verso l’interno dell’azienda •

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E’ interessante questo schema che ho ripreso da un recente studio di Gartner che analizza come

I social software possono rappresentare “il ponte” tra formal e caos.

Da questo schema vediamo come molte organizzazioni sono formal o nel caos

Da un lato forzando gli utenti a dover usare e poter contare su di una comunicazione e condivisione via email, telefono o face to face per fare le cose

Vediamo come i Social software possono riempire questo gap, questo vuoto tra il formal e il caos offrendo ambienti facili da usare, e che incoraggiano la partecipazione, le relazioni tra pari, lavorando su concetti come l’emergenza dal basso e la persistenza.

L’ultimo  passaggio prima di concludere

Proviamo ad entrare in un tema importante: quello della valutazione della formazione

Abbiamo un quadro di riferimento noto agli addetti ai lavori: i livelli di Kirkpatrick che possiamo dire che esplorano la dimensione individuale. Grazie all’ aggregazioni dei feedback riusciamo ad aver il grading dell’intervento formativo. L’impatto dell’intervento sull’individuo.

Proviamo ad esplorare velocemente due altre prospettive

Social Network e Social Knowledge

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Come abbiamo visto nella affinity map sugli interessi

Immaginate di usare questo tool lungo un percorso di formazione d’aula

Ho un prima – un durante  – ed un dopo corso. Posso valutare l’impatto che ha avuto sul mio gruppo classe e la mia rganizzazione la diffusione del learning topic Gurdando ladensità, la coesione o la centralità dei learning topics rispetto al gruppo classe e in seguito persone che sono nodi della rete estesa di people della mia organizzazione

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Così come posso visualizzare e monitorare come variano le relazioni tra i learners  lungo un percorso formativo

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Fino ad avere un CRUSCOTTO che mi rappresenta una FOTO “reale” dell’impatto degli interventi formativi sulle mie persone

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Per innovare bisogna cambiare e

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Facciamo attenzione a non diventare tutti folli.

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The World is Flat 3.0: very interesting indeed!!

Pubblicato da Rosario Sica su Gennaio 31, 2008

The World is Flat 3.0


 Play Now |

SPEAKER:
Thomas L. Friedman
Foreign Affairs Columnist,

The New York Times
Author

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Un 2008 pieno di occasioni e di conoscenza!

Pubblicato da Emanuele Scotti su Gennaio 1, 2008

Gli auguri per il nuovo anno li facciamo condividendo alcune riflessioni maturate dalle letture natalizie. L’augurio ulteriore – oltre che di stare bene e di avere tante occasioni di crescita – è di poter condividere in questo anno tante conoscenze, di persone e di cose.

I brani che condivido ruotano intorno alla contrapposizione tra forza delle community e forza della competenza e dei talenti. Lo sviluppo e la formazione all’interno delle organizzazioni si sono molto concentrate sul tema della competenza e della ricerca e gestione dei talenti. Ma qual è oggi il rapporto tra competenza e performance in un contesto in cui la prestazione è sempre più di un network informale in un contesto turbolento e variabile?

 

Nel mondo del business sta emergendo una nuova forza. Noi l’abbiamo chiamata “collaborazione di massa”. Anche se sono stati Linux, Myspace ad entrare nell’immaginario collettivo, la collaborazione di massa va ben oltre. E’ una nuova modalità tramite cui le persone possono socializzare., divertirsi, innovare e operare all’interno di comunità tra pari a cui scelgono di partecipare. Le imprese possono progettare ed assemblare i prodotti insieme ai propri clienti, e in alcuni casi i clienti possono farsi carico della maggior parte della creazione del valore. Gli scienziati possono reinventare la scienza aprendo i loro dati e metodi in linea con i principi dell’open source, allo scopo di offrire a tutti gli scienziati del mondo (esperti o in erba) l’opportunità di prendere parte al processo di scoperta. Persino i governi possono partecipare, usando i nuovi strumenti digitali per trasformare le modalità di erogazione dei pubblici servizi e coinvolgere i cittadini nell’attività politica. [...] Indubbiamente la nuova era della collaborazione di massa apparirà complessa e piena di incertezze, ed è vero che la collaborazione e l’apertura sono più vicine all’arte che alla scienza. I leader devono sviluppare adeguatamente la loro mentalità collaborativa. E le imprese devono dotarsi di capacità molto particolari per lavorare negli ambienti collaborativi. Le capacità di sviluppare nuove tipologie di rapporti, rilevare gli sviluppi significativi, creare un valore aggiunto e trasformare le nascenti conoscenze di rete in un valore di grande richiamo stanno entrando a far parte dell’ABC della creazione di ricchezza e di successo. (Tapscott, Williams, Wikinomics)

 

“Il progresso della conoscenza potrebbe dipendere anche dall’influenza delle persone ingenue e ignoranti, e in una competizione la vittoria non va necessariamente ai più istruiti” (James G. March)

Non sono riuscito a tovare nessuno studio in grado di dimostrare che la competenza costituisca un vantaggio [nel formulare previsioni]: non c’è nessun rapporto tra competenza e correttezza delle previsioni. (J. Scott Armstrong)

Dare la caccia all’esperto, cercare il grande solutore dei problemi di un’organizzazione, è uno spreco di tempo. Sappiamo che la decisione di un gruppo sarà sempre migliore di quella di un qualsiasi suo componente e che tenderà a migliorare con il passare del tempo me ntre la preformance degli esperti varierà notevolmente a seconda del problema che dovranno risolvere. E’ improbabile quindi che a lungo andare una persona se la cavi meglio di un gruppo. [...] Dire che un’organizzazione che riunisce le persone più intelligenti potrebbe non essere la migliore in assoluto sembra un’eresia soprattutto in un mondo continuamente impegnato nella “caccia al talento”, in cui si presuppone che qualche fuoriclasse basti a determinare la differenza tra una società mediocre e una eccezionale. eresia o meno è la verità. Il valore della competenza, in molti casi, è sopravvalutato. (J. Surowiecki, La saggezza della folla)

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Collective Intelligence

Pubblicato da Rosario Sica su Novembre 18, 2007

David ThorburnSegnaliamo questo seminar moderato da David Thorburn
MIT Professor of Literature MacVicar Faculty Fellow Director, MIT Communications Forum

http://mitworld.mit.edu/video/494/

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Social media taxonomy

Pubblicato da Emanuele Scotti su Novembre 3, 2007

Riflettendo sul tema dei social media con lo IULM di Milano (Master di Relazioni Pubbliche) abbiamo tentato di riassumere le tipologie di social media più diffusi; ne è uscita questa classificazione:

Social media taxonomy

In rete, attraverso il bellissimo Blog di Scoble (Microsoft-Channel 9, Naked Conversations) ho trovato questa ricchissima stella di mare.

Al di là della resa grafica (10 e lode alla versione citata da Scoble) la prima ha una finalità più applicativa e più orientata al mondo delle organizzazioni che vogliono portare al proprio interno modelli nuovi di gestione della conoscenza (nella logica della Enterprise 2.0).

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Second Life: un’opportunità o una bolla?

Pubblicato da Emanuele Scotti su Ottobre 19, 2007

Second Life Hype cycle

Nel nostro libro abbiamo considerato Second Life un po’ ai margini del fenomeno partecipato e dal basso del Web 2.0 (p. 18, per chi ha il libro…). Credo che le componenti più innovative del Web 2.0 sotto il profilo organizzativo siano quelle relative alla dimensione partecipativa, al social networking, più in generale all’abilitazione di processi innovativi di creazione e condivisione della conoscenza. Second Life non permette al momento di accumulare conoscenza, di attivare nuovi sistemi sociali, di selezionare e classificare risorse. E’ uno spazio virtuale di incontro e di simulazione molto interessante dal punto di vista commerciale, della costruzione dell’identità, della comunicazione sincrona. Non mi sembra che abiliti processi di comunicazione e di apprendimento che non erano possibili o con la presenza fisica o con le videoconferenze. Una grande piazza alla ricerca di una vocazione più precisa…

Una riflessione interessante da XING. (via Puttingpeoplefirst)

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